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Il magistrato è stato incredibilmente e cinicamente turlupinato dal M5s. La sindaca ignora i grillini torinesi e si affida a consulenti esterni e ministri. Navi private svolgono la funzione pubblica di soccorrere migranti e soffrono perdite. Ruspe sullo Stato di diritto. Internet of Things o InSecurity of Things? La nuova OPEC russo-saudita è già tra noi. Qual è la domanda giusta?

La difficoltà di far capire ai parenti che sto lavorando mentre si guarda la Coppa del mondo. L'attaccante della Danimarca è uno che segna poco e fa tanto lavoro sporco. Tutta colpa di una promessa fatta alla madre. Una webserie sulle ossessioni dei matrimoni hi-tech. Il piano B ora lo studia Macron. Familismo a cinque stelle. Bugani, la moglie, e la festa del M5s. Le fesserie di Salvini sulla scorta di Saviano. La borsa Hermès di Virginia Raggi, specchio delle ambizioni degli italiani.

Troppi guanti bianchi per le ruspe di governo. Contro il salvinismo ci vuole il modello Serena Williams. Che male c'è ad avere la scorta?

Canfora non sa di cosa parla, Aristotele era un razzista e schiavista. Il conformismo di Pif non spiega la crisi della sinistra. I migranti ai tempi dei Promessi sposi. Il Vaticano di Macron e il Di Maio a idee zero. Di cosa parlare stasera a cena. Il governo dei frenetici ipertesi. Il metodo Ezra Pound applicato alla musica. Salvini, i migranti e il senso del voto alle amministrative. Storia di Elena e della felicità perduta. Sotto le Dolomiti di Brenta è cresciuta l'offerta turistica che permette alle persone di dimenticarsi dell'automobile in vacanza.

Powered by Miles Il manifesto politico di Carlo Calenda di Carlo Calenda. Cinque idee per cominciare. E quelli con qualche anno di più, Raniero Panzieri tanto per fare un nome, ci insegnavano che prima degli ungheresi erano stati gli operai tedeschi di Berlino Est a scontrarsi con i carri armati russi. Ma era un passaggio, non il passaggio. Chi mise le cose a posto fu il maggio francese. Alla notizia dei primi scontri nel Quartiere Latino, vicino alla Sorbonne, ci siamo detti: Quel che ci ha colpito di sorpresa è stato lo scoppio di desiderio dilagante, trasversale, con masse di operai, di medici, di studenti, di lavoratori della cura e intellettuali, di uomini, di donne tantissime che invadevano le strade e spezzavano i ritmi e le regole di quella macchina della valorizzazione che è la metropoli.

In una moltitudine in fibrillazione ciascuno sembrava divenire qualcun altro, qualcuno che fino ad allora era rimasto compresso e che ora prendeva respiro. Grandi sciami di persone si spostavano sempre dialogando con animazione e soprattutto in grande atmosfera di amicizia. Non la folla di una metropoli, ma una moltitudine che si ricomponeva di continuo per blocchi di amicizia con una socialità politica immediata.

Forse oggi non scriveremmo le stesse cose. La nostra interpretazione, la nostra stessa ricostruzione dei fatti, era fortemente condizionata dal paradigma operaista: Grazie alle avanguardie di fabbrica, a Marione Dalmaviva, ma anche grazie ai lavoratori-studenti di Trento, di Padova, grazie alle facoltà scientifiche, grazie ai tecnici di fabbrica. Come si fa a raccontarla a questa generazione di mezzo e a quella giovane di oggi?

No, intendiamo le motivazioni che hanno spinto a compiere quelle azioni, i ragionamenti, il senso comune, che le hanno legittimate — queste sono le cose che a nostro avviso possono apparire impenetrabili ai millennial. Di questa oscena corsa al ribasso, che abbiamo tutti sotto gli occhi, non possiamo dare la colpa solo alla pubblica amministrazione coi suoi bandi demenziali o agli algoritmi o ai padroni in genere e ai loro uffici del personale. Gente che non vede altro che il mercato, ma che non capisce un accidente del mercato stesso, nemmeno la regola aurea che più scendi di prezzo meno sarai capace di rialzarlo, un domani.

Il lavoro intellettuale e cognitivo , diciamo con enfasi, perché è quello che oggi, assai più del lavoro manuale, è disposto a vendersi per un tozzo di pane o per niente. Da ministro degli Interni, tuttavia, parlerà di un censimento per i Rom.

Oggi i Rom e i Sinti ai quali si riferisce Salvini sono per lo più di nazionalità italiana. Non voglio dire che problemi non ci siano: Le reazioni lavorano in profondità. Piuttosto, punta a recitare le sue formule ispide, caporalesche. I media non hanno fatto il loro dovere.

Salvini si trova bene in un clima simile. Non si tratta solo di ideologia o della esigenza di tirare la corda per andare al più presto a votare raccogliendo i frutti elettorali del consenso ma di reale malessere, di frustrazione e solitudine profonda che si prova nel Paese.

Gli immigrati oppure i Rom devono risarcire per tutto questo. Anche se non ripagheranno mai abbastanza con le loro sofferenze la sensazione di declassamento, di minaccia alla collocazione nella scala sociale di ognuno di noi. Nussbaum Rabbia e perdono. Eppure, le Furie, le Erinni potrebbero — da creature vendicative, insaziabili — diventare dee benevole, le Eumenidi, dedite al bene generale, al vivere meglio insieme. Di fronte alla vulnerabilità umana immaginate sia concepibile produrre fiducia, piuttosto che una società di rancore?

Non è quello il compito anche di ogni compagine governativa, in democrazia, ministro degli Interni compreso? Un coro postcoloniale che parla in nome dei subalterni, spesso da prestigiose sedi accademiche, ma che politicamente più che altro balbetta.

Michel Foucault, o la critica della filosofia con le tendine del tutto abbassate. Jacques Derrida, o il ritratto del filosofo da subalterno. Gilles Deleuze, o il pensiero nomade a domicilio. Il sottotitolo sul sufismo delimita un ambito e lancia un chi va là al mercato delle odierne spiritualità occidentali.

Sembra che un Islam dolce potrebbe lenire i nostri dolori, soprattutto non farci paura. Per questo lo andiamo cercare dovunque e tiriamo un sospiro di sollievo quando ne troviamo le tracce. Di una realtà complessa, storicamente diversificata e mutevole, facciamo un blocco unico a nostro uso e consumo. Amselle smentisce il nostro depuratore spirituale. Analizza personaggi storici, realtà sociali e intellettuali che tra di noi conoscono solo gli specialisti, ma pone interrogativi e avanza considerazioni di straordinaria pertinenza per la comprensione della contemporaneità.

Fa a brandelli il lavoro di Marcel Griaule sui Dogon e la loro cosmovisione [ Dio d'acqua. Incontri con Ogotemmêli , Bollati Boringhieri, Torino, , orig. Quando il grande documentarista francese Jean Rouch, insieme alla figlia di Griaule, negli anni , filma la cerimonia dogon detta Sigui , che dura sette anni e si ripete ogni sessanta, fa in modo che la macchina da presa non inquadri mai le moschee presenti sul territorio. Non sono la stessa cosa o, meglio, non rappresentano la stessa realtà e sono portatori di un conflitto di autorità e di epistemologie.

Con Islam africano si intende un Islam intrecciato con la storia delle ritualità e religiosità preislamiche, venato di sincretismo, etichettato anche come Islam noir. Con Islam in Africa si fa riferimento a un più esplicito riconoscimento delle ascendenze arabe, nella lingua come nella cultura, e con un impegno molto esigente di acculturazione delle popolazioni [v.

In senso dispregiativo, un Islam di importazione. Ma è anche storicamente errato perché il sufismo in Africa occidentale non è stato per niente quel credo pacifico e mistico che si vorrebbe. A partire dalla predicazione del jihad di Muhammad al-Maghili, teologo berbero del XV secolo [e promotore di persecuzioni contro gli ebrei v.

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I media non hanno fatto il loro dovere. Salvini si trova bene in un clima simile. Non si tratta solo di ideologia o della esigenza di tirare la corda per andare al più presto a votare raccogliendo i frutti elettorali del consenso ma di reale malessere, di frustrazione e solitudine profonda che si prova nel Paese. Gli immigrati oppure i Rom devono risarcire per tutto questo.

Anche se non ripagheranno mai abbastanza con le loro sofferenze la sensazione di declassamento, di minaccia alla collocazione nella scala sociale di ognuno di noi. Nussbaum Rabbia e perdono. Eppure, le Furie, le Erinni potrebbero — da creature vendicative, insaziabili — diventare dee benevole, le Eumenidi, dedite al bene generale, al vivere meglio insieme.

Di fronte alla vulnerabilità umana immaginate sia concepibile produrre fiducia, piuttosto che una società di rancore? Non è quello il compito anche di ogni compagine governativa, in democrazia, ministro degli Interni compreso? Un coro postcoloniale che parla in nome dei subalterni, spesso da prestigiose sedi accademiche, ma che politicamente più che altro balbetta. Michel Foucault, o la critica della filosofia con le tendine del tutto abbassate.

Jacques Derrida, o il ritratto del filosofo da subalterno. Gilles Deleuze, o il pensiero nomade a domicilio. Il sottotitolo sul sufismo delimita un ambito e lancia un chi va là al mercato delle odierne spiritualità occidentali. Sembra che un Islam dolce potrebbe lenire i nostri dolori, soprattutto non farci paura. Per questo lo andiamo cercare dovunque e tiriamo un sospiro di sollievo quando ne troviamo le tracce.

Di una realtà complessa, storicamente diversificata e mutevole, facciamo un blocco unico a nostro uso e consumo. Amselle smentisce il nostro depuratore spirituale. Analizza personaggi storici, realtà sociali e intellettuali che tra di noi conoscono solo gli specialisti, ma pone interrogativi e avanza considerazioni di straordinaria pertinenza per la comprensione della contemporaneità.

Fa a brandelli il lavoro di Marcel Griaule sui Dogon e la loro cosmovisione [ Dio d'acqua. Incontri con Ogotemmêli , Bollati Boringhieri, Torino, , orig.

Quando il grande documentarista francese Jean Rouch, insieme alla figlia di Griaule, negli anni , filma la cerimonia dogon detta Sigui , che dura sette anni e si ripete ogni sessanta, fa in modo che la macchina da presa non inquadri mai le moschee presenti sul territorio.

Non sono la stessa cosa o, meglio, non rappresentano la stessa realtà e sono portatori di un conflitto di autorità e di epistemologie. Con Islam africano si intende un Islam intrecciato con la storia delle ritualità e religiosità preislamiche, venato di sincretismo, etichettato anche come Islam noir. Con Islam in Africa si fa riferimento a un più esplicito riconoscimento delle ascendenze arabe, nella lingua come nella cultura, e con un impegno molto esigente di acculturazione delle popolazioni [v.

In senso dispregiativo, un Islam di importazione. Ma è anche storicamente errato perché il sufismo in Africa occidentale non è stato per niente quel credo pacifico e mistico che si vorrebbe. A partire dalla predicazione del jihad di Muhammad al-Maghili, teologo berbero del XV secolo [e promotore di persecuzioni contro gli ebrei v.

John Hunwick, Jews of a Saharan Oasis. A sostegno involontario della tesi di Amselle. A rendermi strabico e a scompaginare le mie idee è Beyond Jihad. Facile da etichettare, difficile da analizzare. Percorrere a fondo questa postilla conduce dritto al sistema delle tribù accademiche internazionali con i loro territori occupati, i loro troni e potestà.

Che le assenze siano presenze sotto mentite spoglie, lo sappiamo. Mack, Michigan State University Press, ] sono disponibili da tempo. Attraverso un ineccepibile ricorso alle fonti scritte e orali, Silvia Bruzzi ricostruisce in Islam and Gender in Colonial Northeast Africa. Se non fossimo un paese dedito al neocolonialismo interno questo libro sarebbe già disponibile in italiano, ma, a contrasto, siamo anche un paese che sa ampliare i propri orizzonti: Tr aduzione di Roberto Revello.

È possibile acquistare questo testo in tutte le librerie e su ibs. Se la famiglia e la scuola sono da sempre considerati come gli ambienti dove in maniera più naturale e compiuta i bambini possono ricevere un'educazione e crescere positivamente, da tempo certi indirizzi pedagogici sembrano tendere verso un'altra strada, quella che vede nell'educazione diffusa in tutti gli spazi, soprattutto quelli della città, un'occasione irripetibile di confronto e crescita.

Quest'ultimo aspetto, relativo all'educazione come partecipazione alla vita sociale, risulta fondamentale: L'educazione incidentale mette insieme dunque alcuni tra i momenti di riflessioni più importanti di Ward sull'educazione; ogni parte del libro è arricchita da una preziosa appendice di Codello che permette di situare il testo all'interno dell'opera di Ward, dà l'opportunità di approfondire gli argomenti trattati e riflette amaramente sulla situazione attuale.

I contributi raccolti sono, come si sarà inteso, variegati e toccano molte problematiche legate al mondo dell'educazione nonché molti luoghi della città. Giulio Casale L'inedita "Sono corpo": Francesca Michielin racconta "Vulcano" - la videointervista. Beck Dieci cose che forse non sai su Beck. Led Zeppelin Chi ha dato il nome ai Led Zeppelin?

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